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IL MITO DI DEA

Era ormai notte fonda in un Olimpo in festa agli albori dei tempi. I grandi Dei si erano già ritirati e per le strade illuminate da mille luci colorate, tra balli, canti e qualche calice in più, giovani divinità, ninfe e satiri, a gruppi sparsi, continuavano a far baldoria. Le Oreadi ninfe delle montagne si sentivano a loro agio sul monte Olimpo e punzecchiavano le Epigee salite dalle vallate. Le ninfe celesti guardavano tutti dall'alto in basso e rifiutavano ogni invito a danzare da parte dei Satiri decisamente un po' brilli.
Ma ad attirare le attenzioni delle ninfe Driadi e Idriadi, impegnate a spettegolare e sghignazzare tra loro ai bordi della piazza, era un giovane forestiero alto, biondo e dall'accento inglese che girava per le vie dell'Olimpo in vena di divertirsi con l'amico Apollo. L'aitante compare del Dio del Sole era Lammas Dio del grano e...del malto d'orzo.
“Hey Lam credo che tu abbia fatto colpo su qualcuno...se esistesse una bevanda fresca, frizzante, leggermente amarognola, del color del sole e del grano, con una soffice schiuma densa...scommetterei due boccali che tra quelle Ninfe un bel ballo ce lo rimedi!”
“Ma no dai Apollo...stasera voglio solo rilassarmi e sfasciarmi di vino, nettare e ambros...” Lammas non riuscì a terminare la frase che i suoi anglosassoni occhi bruni si specchiarono negli abissi blu di quelli della bella ninfa dell'acqua Melite.
Uno sguardo, un sorriso, un invito e le giovani divinità si scatenarono in una danza frenetica e sensuale, i due corpi sempre più vicini, le mani che si stringono, le gambe che si muovono a ritmo di foxtrot, i lieviti della passione che salgono fino al cuore e su sulle le labbra calde che si uniscono. Poi un'esplosione di schiuma bionda. E fu così che nacque Luppola Dea della festa, del divertimento e naturalmente della birra.

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